di Tommaso Gramatica e Hans Carlos Seifert Puro
LA FABBRICA DEL DUOMO
Dal 10 settembre al 9 ottobre 2022, presso il Collegio degli Oblati a Rho, gli studenti delle classi quarte dell’indirizzo turistico dell’IT E. Mattei hanno illustrato la mostra, (inerente la costruzione del Duomo di Milano) Ad Usum Fabricae, agli alunni delle altre classi dell’istituto.
Noi colleghi dell’indirizzo CAT, incuriositi da tale evento, ci siamo sentiti fortemente presi in causa dall’argomento trattato.
Sapevamo di non poter mancare!
La chiesa è stata costruita nel Medioevo, un’epoca di turbolenza politica ed economica, per tale motivo, in molti la considerano un’epoca “buia”, in cui la fede in Dio influenzava le azioni dell’uomo, subordinato di conseguenza alla divinità. La devozione degli uomini verso il loro padre-creatore si misurava dalla grandezza e dalla magnificenza delle chiese che costruivano: tale edificio, dunque, “esprimeva la natura dell’uomo in rapporto con l’infinito”.
L’annuncio dell’imminente costruzione del Duomo di Milano, in sostituzione dell’antica Chiesa di Santa Maria Maggiore ormai in rovina, fu dato ai nostri concittadini il 12 maggio 1386 dall’allora Arcivescovo milanese Antonio da Saluzzo.
“I fedeli con cuore unanime intendono edificare ex novo la propria cattedrale” furono le sue parole.
I milanesi, infatti, spinti dal desiderio di avvicinarsi maggiormente a Dio e di rivaleggiare con le altre città italiane ed europee, accolsero con enorme entusiasmo tale notizia.
Il cantiere del Duomo diede origine a un vero e proprio cambiamento radicale nella città di Milano, poiché assicurò migliaia di posti di lavoro e fu un’importante attrattiva per centinaia di artigiani, provenienti da tutta Europa, che contribuirono alla diffusione di nuove tecniche di costruzione in tutta la Lombardia.
Inoltre, anche l’allestimento stesso del cantiere, provocò un “effetto a cascata” che si concretizzò con la costruzione di nuove infrastrutture atte ad approvvigionare il cantiere stesso. Un esempio lampante è il Naviglio di Milano.
Il materiale maggiormente utilizzato nella costruzione della nostra cattedrale, scelto poiché raffinato e simbolo di prestigio, fu il marmo rosa. Proveniente dalle cave di Candoglia, nei pressi del Lago Maggiore, fu messo a disposizione a partire dal 24 ottobre 1387 dall’allora signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti.
I blocchi di marmo, inoltre, erano marchiati con la sigla AUF (Ad Usum Fabricae) – da cui proviene il nome della mostra – che ne permetteva il trasporto senza dover pagare gli appositi dazi. Venivano caricati e stipati su imbarcazioni che, sfruttando il complesso ma indispensabile sistema di navigli, arrivavano sino a Milano al laghetto di Santo Stefano, in prossimità del cantiere della cattedrale.
Il progetto del Duomo fu sottoposto a un processo di continua e incessante modifica, con l’intento di ispirarsi alle grandi cattedrali gotiche delle città europee.
Oggi il Duomo presenta più di 3500 statue e innumerevoli adornamenti rappresentanti non solo soggetti umani ma anche vegetali, scelti per raffigurare simbolicamente il messaggio che la Chiesa di allora voleva trasmettere. La Chiesa pronta a guidare e sostenere i propri fedeli, sensibile a tutto ciò che le stava attorno, ovvero a tutte le opere del Creatore.
La mostra allestita, tuttavia, si è rivelata molto diversa da come ce l’eravamo immaginata poiché al posto di trattare in modo ordinario la costruzione del Duomo di Milano, si è deciso di analizzare gli ispiratori di tale opera: ovvero i milanesi.
E’ proprio al popolo di Milano che furono dedicate le guglie della cattedrale, sulle quali vennero scolpiti i volti di alcuni tra le migliaia di cittadini della città che donarono i propri averi per sostenere la costruzione della chiesa.
Andando poi a sbirciare nei registri storici, è possibile associare a tali volti le loro storie personali, come quella di un ricco mercante che decise di donare tutto ciò che possedeva alla Chiesa per finanziare la costruzione della cattedrale e pagare gli anticipi richiesti dagli operai.
La decisione dei nostri colleghi di approfondire tale aspetto, di questo evento storico, ci ha sorpresi e soprattutto ci ha aiutato a comprendere meglio il contesto socio-culturale del tempo, per questo motivo abbiamo trovato il tutto estremamente interessante.
Come ben sappiamo, furono necessari circa sei secoli per ultimare i lavori del Duomo di Milano, gioiello dell’architettura. Possiamo tranquillamente affermare che ne è valsa la pena, poiché è grazie a questa cattedrale e soprattutto agli sforzi e ai sacrifici della gente comune, che ne ha resa possibile la realizzazione, se la città di Milano è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.
Con questa considerazione concludiamo la nostra relazione e speriamo che apprezziate i nostri sforzi!
Al prossimo articolo!