di Michael Vanola
Il 9 novembre 2022, diverse classi dell’IT Mattei hanno assistito alla commedia “Il mercante di Venezia”, di William Shakespeare.
Dopo le prime due ore di lezione trascorse in classe, un centinaio di ragazzi sono usciti dal nostro istituto per recarsi all’Auditorium di Rho, luogo in cui anche in altre occasioni si sono tenuti spettacoli teatrali destinati alle scuole. Una volta arrivati, l’afflusso alla sala è stato molto rapido e gli studenti hanno preso posto insieme agli insegnanti.
La rappresentazione è cominciata con un’introduzione generale da parte di uno degli attori, che ha prima parlato dei temi e dello stile tipico dell’opera shakespeariana, evidenziandone i tratti più innovativi per l’epoca in cui è stata ideata, e poi ha scelto di focalizzarsi sul punto di vista del pubblico, spiegando quali fossero gli elementi chiave per intrattenere la platea secentesca. Ciò si può notare nella scelta di assegnare il ruolo di antagonista all’ebreo Shylock, tratteggiato da Shakespeare utilizzando caratteristiche e stereotipi tipici della cultura popolare di allora, rappresentandolo dunque ricco, avaro, solitario, interessato solo ai propri affari e privo di ogni forma di umanità pur di vendicarsi degli insulti subiti dai cristiani. Su questo tema in particolare, gli studenti sono stati invitati a riflettere per crearsi la propria idea.
Di certo, un’altra tematica che non poteva mancare è quella dell’amore, nelle sue diverse forme. Lo troviamo nella “Venere” dell’opera, cioè Porzia, desiderata da tutti nonostante non corrispondesse il sentimento a nessuno tranne che a Bassanio, il protagonista. E poi c’è il rapporto di grande amicizia che lega Bassanio ad Antonio, il mercante, che pur essendo da tempo in conflitto con Shylock gli chiede un prestito per consentire all’amico di sposare Porzia.
Il quadro dei personaggi si completa con una serie di figure secondarie più o meno influenti nella vicenda.
La commedia ha un preciso filo conduttore, ma ogni tanto devia per alleggerire la trama e divertire lo spettatore. Alcune scene hanno esclusivamente la funzione di delineare il contesto in cui è ambientata la storia: una Venezia in crescita, dominatrice del commercio marittimo e dotata di un governo forte che regolamenta le vite degli abitanti della repubblica marinara con leggi chiare e solide. Non è un caso se la scena chiave dell’opera, quella che dà una svolta alla trama, avviene proprio in tribunale, alla presenza del Doge. La spannung si raggiunge quando Porzia (travestita da giudice) e Jessica (figlia di Shylock) non solo impediscono all’ebreo di applicare la clausola che gli avrebbe consentito di asportare una libbra di carne dal corpo di Antonio in caso di insolvenza, ma ottengono che venga anche condannato a risarcire il suo nemico per aver tentato un omicidio. Nel frattempo, però, Bassanio si è dichiarato disposto a sacrificare l’anello donatogli da Porzia pur di salvare Antonio, e al termine del processo lo offre, ignaro, al “giudice” come riconoscimento per l’assoluzione dell’amico. L’ultima cosa che resta da risolvere è il litigio tra i due amanti dopo che si scoprono tutte le carte, ma la storia finisce bene, ed essi sono destinati a sposarsi.
Terminata la commedia gli studenti hanno lungamente applaudito gli attori. La loro esibizione è stata energica ed enfatica, non senza errori in un paio di circostanze, ma bisogna comprendere la difficoltà dell’opera. Sicuramente sono stati molto abili nel cambiare rapidamente personaggio ad ogni cambio di scena.
L’uscita è stata valutata in modo positivo da tutti, ed è servita anche per tornare ad apprezzare il luogo magico che è il teatro, piuttosto in crisi in questi ultimi mesi a causa della pandemia.