CHI SONO GLI IGNAVI OGGI

Di Salvatore Trivenos  (podcast di Gabriele Palmabella)

Nel terzo canto dell’inferno dantesco gli IGNAVI vengono definiti come “coloro che visser sanza ‘nfamia  e sanza lodo”. L’espressione oggi è entrata nell’uso: serve per indicare qualcuno che non merita né di essere premiato, né di essere punito.

Per Dante si tratta di uomini e donne che in vita non seppero scegliere tra bene e male, di persone che vigliaccamente non si schierarono mai, che non furono in grado di prendere una posizione netta nelle questioni importanti. Insomma, gente che per Dante valeva proprio poco.

Quando il Dante personaggio desidera sapere qualcosa in più sulla sorte di questi peccatori, Virgilio, suo maestro e guida, risponde in modo sbrigativo: “non ragioniam di lor, ma guarda e passa” (altra espressione diventata proverbiale), perché non vale la pena perdere tempo, spendere parole per parlare di una simile categoria di dannati che sono esclusi sia dal Paradiso, sia dall’Inferno stesso (gli ignavi sono collocati infatti nel cosiddetto Antinferno).

Le frasi messe in bocca al grande poeta latino esprimono tutto lo sdegno e tutto il disprezzo che il Dante autore prova per questa particolare categoria di anime dannate.

Ma chi potrebbero essere gli IGNAVI oggi?    Lo chiede la prof.ssa Paola Villani ai suoi alunni.

Ecco cosa ne pensa Salvatore:

Al giorno d’oggi potrebbero rientrare in questa categoria coloro che davanti alla violenza non reagiscono, rimanendo indifferenti; coloro che sono egoisti e non si schierano con slancio e decisione nelle questioni di fondamentale importanza, come ad esempio quelli che non vanno a votare; coloro che preferiscono stringere amicizie con tutti, pur di non schierarsi; coloro che davanti ad un ostacolo preferiscono aspettare che si risolva da solo o che siano altri a darsi da fare. Ignavi sono coloro che si lamentano della loro vita, paese, governo, istituzione, scuola … ma davanti alle azioni concrete preferiscono astenersi con la scusa del “non è un mio problema”.  Ignavi sono coloro che di fronte a decisioni troppo complesse preferiscono lamentarsi piuttosto che prendere decisioni e rimboccarsi le maniche, perché piagnucolare e basta è più facile.

Insomma, gli IGNAVI di Dante sono gli INDIFFERENTI di oggi.

Antonio Gramsci scriveva: “Chi vive veramente non può non essere cittadino e parteggiare. Indifferenza è abulia (mancanza di volontà), è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”.

Attenzione ragazzi, perché si rischia l’anticamera dell’inferno!

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