Chiara Carnovali, Niccolò Borghetti, Sira Scarcia, Denise Casale II Ese
Le prime notizie sulle Domus risalgono all’VIII secolo a.C. : erano delle case riservate ai Patrizi che si contrapponevano alle Insulae, destinate alle classi più povere della società.
Cosa sono le Insulae? Sono uguali alle Domus?
Le insulae sono molto diverse dalle domus, in quanto adibite all’abitazione dei più poveri. Potrebbero infatti essere definite come le case popolari dell’antica Roma. Queste erano aperte verso l’esterno, e dal terzo secolo a.C. diventano di tre piani, invece dei due precedenti.
Ma che cos’è la Domus romana nel dettaglio? E che funzioni ha?
La Domus romana era un tipo di abitazione usata nell’antica Roma; questa casa unisce l’antica Domus Italica (formata da un giardino e un cortile aperto sul quale affacciavano le stanze) alla tipica casa greca.
Grazie alla sua costruzione solida e poderosa, le sue mura rozze e spesse, il suo stile signorile e l’ambiente tranquillo che vigeva in questo edificio, possiamo facilmente distinguerla dalla villa suburbana, e dalla villa rustica. Quest’ultime erano entrambe situate al di fuori delle mura della città, con la differenza che quella rustica era adibita all’agricoltura. Le domus romane, inoltre, erano spaziose, igieniche, dotate di latrine con acqua corrente e riscaldate in inverno.
La Domus Patrizia era costruita su un piano unico, presentava una pianta rettangolare e quasi assenza di finestre che davano verso l’esterno. Era però aperta internamente, ciò significa che ai nostri giorni avremmo potuto definirla come “open-space”.
Erano decorate e affrescate, e tutte le stanze davano su due cortili centrali in modo tale da ricevere luce.
Le stanze appena citate erano veramente numerose:
La più importante era l’atrium: l’ingresso della casa. Vi si potevano trovare immagini degli antenati, statue dei protettori della famiglia o di alcune divinità. Aveva lo scopo di accogliere gli ospiti.
Le cubicole: le camere da letto padronali.
L’oecus tricliniare: ovvero la sala dei banchetti. Qui il padrone dava le feste o faceva i suoi pasti con gli ospiti: era composta 3 letti a 3 posti, che i romani utilizzavano sdraiandosi per mangiare.
L’alae: sono alcuni ambienti laterali che contribuiscono ad ampliare l’edificio.
Il tablium: era una grande sala adibita a soggiorno separata dall’atrio solamente grazie a dei tendaggi. Questo era l’ufficio o lo studio del capo famiglia e qua si occupava degli affari.
Le tabernae: sono le parti esterne della casa. Si affacciano sulla strada e presentano vetrine, sono usati come negozi o botteghe.
L’hortus: cioè il giardino interno sul quale si affacciavano le finestre delle stanze. Di solito era circondato da colonne e ornato da statue, marmi e fontane. Qua, i padroni, potevano decidere di coltivare il terreno.
Ma le donne che ruolo avevano?
Il posto riservato alla donna era quello della domus; doveva quindi occuparsi dei lavori domestici e della formazione dei figli, educandoli al mos maiorum.
Purtroppo, oggi a Milano, le domus non sono più visibili o visitabili, poiché durante il corso dei secoli sono stati costruiti edifici e strade sovrastanti.