Il LEGNO, un materiale ecosostenibile

di Tommaso Gramatica

Il legno è un materiale utilizzato nelle costruzioni sin dall’antichità, ed oggi è considerato da molti la chiave per l’edilizia sostenibile del futuro ma, allo stesso tempo, è da altrettanti osteggiato per la sua presunta eccessiva vulnerabilità al fuoco.

Il legno, senza dubbio, è un materiale infiammabile ed considerato perciò meno adeguato all’impiego nel settore edilizio rispetto ad altri materiali come ad esempio l’acciaio o il cemento armato (anch’esso costituito in parte da acciaio), che vengono visti, al contrario, come incombustibili.

Considerando una trave in legno sottoposta all’azione del fuoco, la prima zona a bruciare è la superficie esterna, che carbonizza però ad una velocità sorprendentemente molto bassa, di circa 0,7 mm al minuto. Successivamente, la carbonizzazione si estende anche alla zona più interna, nella quale si crea un vero e proprio strato protettivo, che favorisce un notevole rallentamento dell’avanzare del fenomeno combustivo e permette così il mantenimento di un livello di resistenza meccanica adeguato per un periodo di tempo più che soddisfacente.

Date tali proprietà del legno impiegato in edilizia, il crollo della struttura può avvenire in tempi medio-brevi solamente se l’elemento portante, come la trave in questione, presenta uno spessore troppo ridotto, non adeguato ad assolvere la propria funzione.

Contrariamente a ciò che molti credono, l’acciaio possiede una resistenza al fuoco inferiore a quella del legno: esso, a causa della sua elevata conducibilità al calore, se sottoposto all’azione del fuoco può raggiungere temperature molto elevate, che causano la fusione del materiale stesso, il quale va incontro ad un decadimento strutturale molto rapido, che nel giro di pochi minuti può provocare il collasso dell’intera struttura in cui è impiegato.

Un’ulteriore smentita del pensiero comune proviene da un recente test compiuto da un’equipe di ricercatori austriaci all’interno del prestigioso Istituto Europeo sul Legno a Vienna. Lo studio ha dimostrato che le case in legno possiedono caratteristiche meccaniche di resistenza al fuoco decisamente superiori rispetto a quelle costruite in materiali tradizionali, ovvero in acciaio e in cemento armato: durante la prova una parete interna in legno è stata sottoposta all’azione del fuoco per oltre due ore, raggiungendo una temperatura di 1075 °C; ciononostante, i valori superficiali esterni della parete oscillavano tra i 14° C e i 24° C. I risultati del test, inoltre, hanno evidenziato che la parete non aveva subito alcun cambiamento nelle sue proprietà meccaniche, e che le uniche parti danneggiate dal fuoco erano lo strato isolante in lana di legno e quello superficiale in cartongesso.

Questa ricerca è la conferma decisiva di come l’edilizia sostenibile, che ha come soggetto l’utilizzo del legno, possa offrire standard di sicurezza elevatissimi, non solo in termini di resistenza sismica, ma anche nell’eventualità d’incendi con un elevato fattore potenziale di danno.

Concludendo, è doveroso affermare che la resistenza al fuoco non è una proprietà prettamente intrinseca del materiale da costruzione utilizzato, ma anche della struttura dell’edificio in cui esso è impiegato. Dipende soprattutto dalla geometria della struttura stessa, dalle condizioni di esposizione al fuoco e dai carichi a cui è sottoposta. Pertanto, la resistenza al fuoco è un fattore da valutare caso per caso con procedimenti specifici.