Stratagemmi sottobanco.

Concorso/percorso di critica teatrale. 

Come vi avevamo già spiegato nel numero scorso quest’anno la classe 4 BTUR, insieme alla 4B AFM, hanno avuto l’occasione di partecipare al concorso/percorso teatrale “Stratagemmi sottobanco”.

Questo progetto consiste nell’imparare a scrivere una recensione dello spettacolo a cui si assiste. Tutte le recensioni sono state messe in lista per concorrere al premio finale.

Nella scorsa edizione del giornalino vi abbiamo proposto un tipo di recensione, eccovene un’altra. La nostra Manila Ricciardi analizza lo spettacolo sotto un altro punto di vista.

Buona lettura!

SOLO UN GIOCO

Manila Ricciardi 4^Bafm    

Il teatro ci permette di andare oltre la sceneggiatura che ci viene proposta. Ci mostra l’unicità della persona e con questa anche i suoi sentimenti. La ludopatia viene spesso percepita in maniera superficiale come semplice dipendenza da gioco d’azzardo, ma è realmente solo questo? Lo stile teatrale scelto per questo tema fa trasparire senza sconti, ogni singola emozione che un giocatore si trova a dover affrontare. Ci fa viaggiare completamente attraverso sbalzi d’umore, tra angoscia e innato senso di potere, tra l’avere tutto e il niente al tempo stesso. La drammaturgia e il design utilizzati sono adatti a creare un’atmosfera di realtà drammatica in determinati punti riflessivi della sceneggiatura con il silenzio, e di pienezza emotiva in altri con una potente melodia di sottofondo, eseguita da Christian Ravaglioli. L’interprete, Alessandro Argnani, ci fa cadere con lui verso il basso, fino a toccare il fondo. Questo circolo vizioso fa perdere ogni legame affettivo con amici, parenti e sentimenti. Toglie ogni gancio con la razionalità nel momento in cui ci troviamo ad essere faccia a faccia con la nostra dipendenza. E si, fa stare bene, ma uccide poco per volta. Il bisogno che senti ti contorce da dentro, e il pensiero fisso dell’andare alla ricerca di denaro da giocare non ti lascia in pace mai. Ti divora, ti rende furioso, insoddisfatto. Il movimento continuo del performer che stropiccia i bordi della sua camicia riporta alla perfezione l’ansia, l’agitazione e la rincorsa verso il desiderio che un giocatore prova costantemente. Persino l’utilizzo del sarcasmo nel discorso riesce a trasmettere al pubblico le sensazioni che appaiono nella testa di una persona ludopatica. Grazie all’ideazione di Marco Martinelli e i suoi collaboratori capiamo quanto sia importante non sottovalutare i primi sintomi della dipendenza da gioco d’azzardo che, quindi realmente, solo un gioco non è.

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