Una storia d’amore: Equitazione

di Federica Bianco

Pratico equitazione da quando avevo cinque anni, è uno sport che mi appassiona molto e che amo.

Le discipline dell’equitazione non rientrano in nessun modo in un rapporto di dominazione o di sfruttamento dell’animale.

L’aspetto più bello, secondo me, è il rapporto che si crea tra cavallo e cavaliere: un legame basato sul rispetto reciproco, lo scambio e la collaborazione.

I miei genitori nel 2012 mi hanno comprato un pony, Ariel, da lì in poi non me ne sono più separata. Quando sono con lui non penso a nient’altro, sono cresciuta al suo fianco e per me il rapporto che abbiamo è insostituibile; Purtroppo attualmente non posso più andare a cavallo, ma continuo ad andare a trovarlo e riempirlo di carote e coccole.

LA STORIA DELL’EQUITAZIONE

Ha antiche origini, infatti il cavallo è “entrato” nella vita degli uomini nell’epoca dei romani e greci e cominciò ad essere utilizzato per fini agonistici per la prima volta nel Medioevo. Montare a cavallo diventò ordinario per l’aristocrazia, ed allenarsi divenne un obbligo per tutti gli aristocratici.

Dal punto di vista agonistico, l’equitazione è entrata nei Giochi Olimpici di Parigi nel 1900 con il salto ad ostacoli.

L’altezza degli ostacoli varia in base alle categorie e spazia dai 40cm a 1,60m e possono superare i 2 metri nelle gare di potenza.

Ci sono categorie intermedie e categorie con maggiori difficoltà tecniche, come nel Gran Premio.

La disciplina che preferisco è il salto ad ostacoli, perché quando devo saltare mi concentro sull’obiettivo senza distrazioni e soprattutto l’adrenalina che provo in quel momento mi spinge a dare il meglio di me stessa.

Per accedere alle gare di salto ad ostacolo sono necessari dei gradi:

  • Patente A: viene rilasciata dal centro ippico, consente di partecipare a categorie fino 80 cm di altezza.
  • B (brevetto): Permette di poter partecipare a categorie di altezza massima 115. Il brevetto viene rilasciato dall’istruttore o può essere conferito con esame teorico e pratico.
  • G1 (primo grado): autorizza a partecipare a categorie di altezza compresa tra 115 cm e 135 cm. Per il conseguimento di questa patente bisogna raggiungere un punteggio prestabilito secondo una determinata tabella predisposta dalla FISE. I cavalieri juniores devono anche sostenere un esame teorico sui principi fondamentali di tecnica equestre e regolamenti sportivi.
  • G2 (secondo grado): consente di saltare da 135 in su. È necessario conseguire 150 punti (in base ad una tabella prevista nel regolamento FISE).

Credo che questo sport sia pieno di emozioni. È uno sport sia di disciplina che di libertà, di determinazione, di relax.

Lo consiglio perché il rapporto che si instaura tra uomo e cavallo è un qualcosa di unico a cui non si riesce più a rinunciare.